Astaldi

È leader nella progettazione e realizzazione di grandi opere di ingegneria civile, specializzata nelle metropolitane, di cui assume anche la gestione. Ha costruito la Linea 5 di Milano, l’alta velocità Roma-Napoli, il tunnel del Cern di Ginevra... Fra le opere in corso, il terzo ponte sul Bosforo in Turchia, il più lungo e largo del tipo sospeso nel mondo

Paolo Astaldi

Paolo Astaldi

Si colloca ai primi posti in tutte le classifiche dei contractor a livello mondiale, dai ponti agli aeroporti, dagli impianti idroelettrici all’edilizia. Astaldi, fondata negli anni 20 da Sante Astaldi, oggi è un gruppo internazionale, quotato in borsa dal 2002, attivo in 19 paesi e con l’80% circa del proprio fatturato prodotto all’estero. Sotto la guida di Paolo Astaldi, espressione della terza generazione della famiglia, ha raggiunto livelli di eccellenza nelle infrastrutture di trasporto, negli impianti di produzione energetica e nell’edilizia civile e sanitaria. Qualche esempio: in Italia ha costruito il polo fieristico di Rho-Pero a Milano, la Stazione Toledo della metropolitana di Napoli, premiata anche dalla Cnn come stazione più bella e spettacolare d’Europa, e la centrale in caverna di Pont Ventoux, una delle più grandi in Italia; in Cile ha costruito l’impianto idroelettrico di Chacayes, il primo totalmente ecocompatibile nel paese; in Svizzera ha progettato l’anello sotterraneo del Cern di Ginevra, che ospita uno dei più grandi acceleratori di particelle mai realizzati al mondo.



Tra le opere in corso, la più spettacolare è probabilmente il terzo ponte sul Bosforo in Turchia, il più lungo e largo ponte sospeso a livello mondiale, ma hanno grande rilevanza anche il raccordo autostradale di San Pietroburgo in Russia e l’aeroporto internazionale Arturo Merino Benitéz di Santiago del Cile. «Rappresentiamo il made in Italy delle infrastrutture ed esportiamo tecnologia, know-how e soluzioni innovative, in grado di coniugare funzionalità e bellezza estetica», sintetizza il Presidente Paolo Astaldi. «Portiamo da sempre il nome dell’Italia in tutto il mondo attraverso un dialogo e una collaborazione costante con i nostri clienti, che diventano così veri e propri partner. In questo risiede gran parte del nostro successo». 

La mission di Astaldi è contribuire allo sviluppo e al benessere dei paesi in cui opera costruendo opere distintive, concrete e funzionali, realizzate secondo un proprio stile esportato da anni a livello internazionale e che vede, al fianco della progettazione, realizzazione e gestione di grandi infrastrutture, anche l’integrazione con il territorio. Circa l’80% del fatturato è generato all’estero, principalmente in Canada, Turchia, Russia, Cile, Polonia, Algeria e Perù. «L’internazionalizzazione delle attività è sempre stata una caratteristica distintiva del gruppo», sottolinea Paolo Astaldi, «è una delle principali leve di sviluppo nel nostro percorso di crescita. Andare all’estero significa non solo utilizzare le risorse locali, ma anche supportare il sistema Italia, perché portiamo con noi le eccellenze del nostro paese, come è accaduto con il ponte sul Bosforo in Turchia, un megaprogetto che ci ha permesso di coinvolgere molte e differenti competenze italiane di altissimo livello».

Alla base del successo di Astaldi c’è anche una costante capacità di innovare. «Innovazione per noi è incessante ricerca di qualità», dice Astaldi, «è misurarsi con i problemi e le sfide che la realizzazione di grandi infrastrutture ci pongono, dando risposte efficaci e in grado di coniugare tecnologia, bellezza e sicurezza». Un processo che trae origine dall’esperienza accumulata in oltre 90 anni di ricerca di soluzioni e processi ottimali e che si consolida nel tempo grazie alla qualità e alla professionalità del personale di cui Astaldi dispone. Ma non solo. «Ogni anno selezioniamo una trentina fra i migliori laureati italiani in materie tecniche ed economiche, per offrire loro una opportunità concreta di carriera, dopo un adeguato periodo di apprendistato», evidenzia Astaldi. «Perché per noi innovare è anche offrire ai giovani la possibilità di mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore».