Bracco

Leader nei mezzi di contrasto per analisi mediche, tra cui risonanza magnetica ed ecografia, impegna il 10% del fatturato sulla ricerca. E vince in 100 mercati esteri

Diana Bracco

Diana Bracco

«Mio padre e mio nonno sono arrivati a Milano da una piccola città della Dalmazia, Neresine. Quando, molti anni dopo, l’ho visitata, sono rimasta colpita: è un piccolo paese composto interamente da case basse. E ho capito che per creare quello che hanno fatto loro serviva forza di volontà e intelligenza, oltre a un pizzico di fortuna: sono gli ingredienti fondamentali del successo». Con orgoglio Diana Bracco, Presidente e Amministratore delegato del Gruppo, ha presentato più volte le origini dell’impresa di famiglia che porta il suo nome, iniziata nel 1927 da un emigrante dalmata e che oggi può contare su un fatturato da 1,1 miliardi e su oltre 3.300 dipendenti. Attualmente il gruppo Bracco è presente in maniera massiccia all’estero, dove genera il 75% degli introiti complessivi. 



Uno dei fiori all’occhiello dell’azienda farmaceutica è il settore ricerca e sviluppo: su di esso viene convogliato circa il 10% del fatturato di riferimento ed è il comparto che ha consentito a Bracco di fare un salto di qualità. Alla fine degli anni 70 è proprio dal settore R&D che nasce un prodotto breakthrough, la molecola di iopamidolo, il primo mezzo di contrasto non-ionico pronto all’uso. Grazie a questo ritrovato avveniristico Bracco ottiene importanti riconoscimenti internazionali e spicca definitivamente il volo.

Altri importanti traguardi della ricerca Bracco sono rappresentati dallo sviluppo del prodotto MultiHance per risonanza magnetica, introdotto nel 1998, e del Sonovue, un mezzo di contrasto per ecografia a base di microbolle contenenti un gas, esafluoruro di zolfo, introdotto nel 2001. Successivamente il portafoglio di prodotti Bracco si è arricchito di dispositivi medici volti a ottimizzare la somministrazione di mezzi di contrasto nelle varie modalità di imaging.

Diana Bracco ha una laurea in chimica a Pavia e una honoris causa in medicina: «La scelta della facoltà non fu per me un passo facile. Da un lato desideravo seguire la professione medica, dall’altro la chimica e l’impresa avevano fatto parte della mia vita sin dall’infanzia. E così alla fine scelsi chimica, e non me ne sono mai pentita perché mi ha dato la possibilità di coltivare la mia grande passione per la ricerca scientifica applicata al benessere concreto delle persone. Quando sono entrata in azienda, ero giovane e molto bionda e mio padre, per creare una sorta di personaggio, ha iniziato a chiamarmi la Dottoressa. Da allora mi porto addosso questo marchio, a volte anche senza volerlo. Mio padre poteva contare su un team molto coeso, che mi ha accolta offrendomi sempre grande supporto».

È alla Dottoressa che si deve il definitivo consolidamento globale, con la presenza della Bracco in oltre 100 paesi o in maniera diretta o tramite joint-venture. Internazionalizzazione e ricerca sono le due specializzazioni che Diana Bracco incarna anche in Confindustria, di cui è vicepresidente proprio con delega alla ricerca e all’innovazione, e nella società civile, dove con la guida del Padiglione Italia di Expo 2015 si è distinta per la capacità di rappresentare il meglio del paese sul mercato mondiale.