Brembo

La multinazionale sinonimo di sicurezza è #1 mondiale nei freni per auto e motoveicoli sportivi e di alta gamma. E accelera lo sviluppo con nuovi stabilimenti in Cina, Usa, Messico...

Alberto Bombassei

Alberto Bombassei

Essere numeri uno, esserlo da vent’anni, riuscire ogni anno a superare se stessi: è la grande sfida di Brembo, leader mondiale nei freni per auto e motoveicoli, marca universalmente preferita nel mondo degli sport motoristici, sinonimo di sicurezza. Una multinazionale tascabile, per usare un’efficace definizione inventata da Romano Prodi, che nei primi nove mesi del 2015 ha registrato un giro d’affari di 1,55 miliardi di euro, in aumento del 15,6% rispetto agli 1,34 miliardi realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. 

La natura globale del gruppo è attestata dal fatto che quasi l’88% dei ricavi è stato realizzato fuori dall’Italia. Questa globalità ha permesso a Brembo di mantenere a livelli alti anche la redditività industriale, con un margine operativo lordo che è cresciuto del 28,4%, passando da 207,8 milioni a 266,8 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità è salita dal 15,5% al 17,2% e l’utile netto, di 132,1 milioni di euro, è stato del 40% superiore ai 94,4 milioni contabilizzati nei primi nove mesi del 2014. Insomma, un anno ottimo, suggellato dal calo dell’indebitamento netto a quota 215,4 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 270,4 milioni di inizio anno. 

Ma la parola d’ordine che il capo del gruppo, anzi il suo vero rifondatore Alberto Bombassei, vista l’eccezionale accelerazione allo sviluppo che ha saputo imprimergli da quando ne ha rilevato la guida dal padre Emilio, è: mai dormire sugli allori. Questo spiega come mai nei primi nove mesi del 2015 Brembo abbia investito 92,9 milioni di euro. Nuove soluzioni tecnologiche, nuovi materiali, nuovi arricchimenti del contenuto specifico di un prodotto, che ha raggiunto livelli di complessità e sofisticazione inimmaginabili ancora 5-10 anni fa.

Il futuro è promettente. Gli ordinativi in portafoglio confermano anche per il 2016 una buona prospettiva, con un’ulteriore crescita dei ricavi e dei margini. E i clienti continuano a essere coccolati e seguiti sempre più da vicino, in linea con le loro migliori attese. Per esempio, Brembo ha introdotto un nuovo approccio per garantire ai clienti un’esperienza d’acquisto più sicura dei componenti High Performance e Racing, contro il pericolo di comprare prodotti contraffatti. I prodotti di queste linee Brembo vengono adesso consegnati con una carta anticontraffazione e un documento di controllo qualità.

Quanto ai mercati internazionali, Brembo ha proseguito anche quest’anno la propria espansione in Cina, dove allo stabilimento già controllato ha voluto aggiungere la Asimco Meilian Braking Systems, comprandone il 66% per 86 milioni di euro: «La Cina», secondo Bombassei, «continuerà a essere negli anni a venire il maggiore produttore di auto al mondo. L’incremento della qualità e lo sviluppo delle competenze tecnologiche sono diventati una necessità crescente in questo paese». Ma l’attenzione alla Cina non ha distratto da altri quadranti: come gli Usa, dove a Homer, tra Detroit e Chicago, sono stati investiti 83 milioni nel triennio 2013-2015 per lo stabilimento e oltre 74 milioni tra il 2014 e il 2017 per la nuova fonderia di ghisa; o il Messico, con la realizzazione, per 32 milioni di euro, di una fonderia dalla capacità di 14mila tonnellate di produzione all’anno.