Cassa Depositi e Prestiti

Ha pronto il più grande piano di investimenti in Italia: 160 miliardi per far ripartire le infrastrutture, le imprese, l'economia del paese. E un pezzo di quella europea. Altri 100 miliardi potranno arrivare da fondi anche esteri

Claudio Costamagna e Fabio Gallia

Claudio Costamagna e Fabio Gallia

Come un’astronave finanziaria, una Enterprise dell’economia, che ha pianificato una rotta lunga e ambiziosa in uno spazio non privo di ostacoli per portare più in alto l’economia del paese: il piano industriale quinquennale della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), a esaminarlo da vicino, giustifica anche le iperboli. Perché mobilita direttamente 160 miliardi di euro di investimenti, quasi quanti sono gli anni di vita della Cassa, fondata nel 1850, e attiva norme attraverso le quali potranno arrivarne altri 100 da fondi nazionali ed esteri, pubblici e privati. Ce n’è di che far ripartire non solo l’Italia e la sua economia ma anche un pezzo di quella europea. Il tutto con 600 persone d’organico.



I pilastri del piano che hanno preparato l’Amministratore delegato Fabio Gallia e il Presidente Claudio Costamagna subito dopo le loro nomine sono quattro: il supporto agli enti pubblici, il potenziamento delle infrastrutture, il sostegno alle imprese, lo sviluppo del patrimonio immobiliare. Ma il loro obiettivo è comune: valorizzare il risparmio delle famiglie e promuovere il sistema economico italiano. Le operazioni sono partite fin dai primi giorni di gennaio, secondo il piano. Il supporto agli enti pubblici avverrà mobilitando 15 miliardi di risorse (+ 22% rispetto a quanto fatto nel quinquennio precedente) e attraverso il rafforzamento della rete territoriale. Cdp da un lato confermerà il proprio ruolo di primo finanziatore degli enti, dall’altro svilupperà strumenti complementari ai classici mutui, come la valorizzazione degli asset immobiliari e delle partecipazioni nelle utilities e l’ottimizzazione dell’utilizzo dei fondi strutturali Ue.

Sul fronte delle infrastrutture, la Cdp intende colmare il divario che separa l’Italia dagli altri paesi europei, causato anche dai lunghi tempi di avvio e di realizzazione. Saranno mobilitate risorse per 24 miliardi (+23% rispetto a quanto fatto nel quinquennio precedente) a supporto della realizzazione di reti (fisiche e digitali), di nodi infrastrutturali strategici (porti, aeroporti). Per le imprese, il piano mobilita 117 miliardi di euro (+ 73% rispetto a quanto fatto nel quinquennio precedente) e prevede un intervento a supporto di tutte le fasi del ciclo di vita delle aziende con strumenti di venture capital, anche favorendo la nascita di start-up innovative. Verrà facilitato l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, mentre un ulteriore strumento operativo sarà rappresentato da un nuovo veicolo di investimento a supporto della crescita delle aziende di dimensione medio-grande.

Il portafoglio di partecipazioni di rilevanza nazionale verrà riorganizzato con un focus sugli investimenti di rilevanza sistemica e con orizzonte di lungo periodo. Sarà rafforzato il sostegno all’internazionalizzazione e all’export attraverso la creazione di un presidio unico, costituito presso Sace, più facilmente fruibile da parte delle imprese per accedere ai servizi finanziari/assicurativi del Gruppo. La Cdp interverrà anche nelle operazioni di ristrutturazione aziendale, e proseguirà l’impegno nell’immobiliare, sia per la valorizzazione del patrimonio pubblico strumentale, sia sul versante del social housing, sia nei grandi processi di riqualificazione e sviluppo in aree strategiche per il paese, con particolare attenzione a quelle turistiche e del Mezzogiorno.