Centro Cardiologico Monzino

È il primo e più grande centro di cura, formazione e ricerca in Europa esclusivamente dedicato al cuore. E un punto di riferimento nazionale e internazionale per le nuove terapie e l’avanguardia della ricerca clinica e scientifica

Mauro Melis

Mauro Melis

Il Centro Cardiologico Monzino nasce per una «questione di cuore»: Italo Monzino, imprenditore milanese ed esponente della borghesia illuminata e solidale che ha fatto la storia del capoluogo lombardo, decide all’inizio degli anni 80 che i milanesi avevano bisogno di un «ospedale per il cuore». L’idea si realizza grazie all’incontro con il professor Cesare Bartorelli, che rende il progetto ancora più ambizioso: il Centro Cardiologico doveva nascere come polo universitario e come sede della prima cattedra di Cardiochirurgia a Milano. Il Centro, modernissimo ed esclusivamente dedicato alle patologie cardiovascolari, viene inaugurato nel 1981 e accreditato all’interno del Servizio sanitario nazionale. Nel 1992 ottiene il riconoscimento come Irccs – Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. A oggi è il primo e il più grande centro di cura, formazione e ricerca in Europa dedicato al cuore. Nell’anno 2000, il Monzino è stato acquisito dallo Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia fondato da Umberto Veronesi; insieme i due centri si occupano delle maggiori cause di malattia al mondo.



Il Monzino è votato all’innovazione e alla formazione dei medici del futuro. Il Centro di via Carlo Parea, nella zona Est di Milano, è un punto di riferimento nazionale e internazionale per le nuove terapie e l’avanguardia della ricerca clinica e scientifica. La sua unicità di specializzazione ha reso il Monzino un laboratorio permanente di sperimentazione delle nuove frontiere della cardiologia: se al mondo esiste una tecnologia innovativa o un nuovo trattamento, al Monzino è disponibile. Questa tensione al futuro ha aperto la strada a scelte illuminate, e anche coraggiose, come quella di creare al suo interno un’area di imaging cardiovascolare integrato fra i più avanzati d’Europa, o quella di installare nel 2007 la prima sala operatoria multifunzionale in Italia, dove il paziente può ricevere contemporaneamente diversi tipi di trattamento: chirurgico, interventistico, aritmologico. Una scelta coerente con la più moderna evoluzione clinica, che guida verso una nuova figura di medico cardiovascolare: iperspecializzato e al tempo stesso in grado di aprirsi a competenze interdisciplinari e trasversali.

La vocazione all’innovazione è sostenuta anche dallo stretto legame con l’Università degli studi di Milano: il Centro Cardiologico Monzino è la sede principale delle attività di formazione pre laurea e post laurea della cattedra di Cardiologia e di Cardiochirurgia, con le relative scuole di specializzazione, oltre al corso di laurea in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

L’altissima specializzazione e l’uso intenso di tecnologia si accompagnano a una forte carica umana nel rapporto tra medico e paziente. Si può affermare a ragione che il Monzino ha segnato la storia della cardiologia e della cardiochirurgia in Italia - e in alcune aree del mondo - contribuendo a creare una cultura della medicina e del rapporto con il paziente, che viene accolto e curato come persona nella sua globalità.

Al Monzino nel 2014 sono stati eseguiti circa 1.500 interventi di chirurgia cardiovascolare e più di 4.000 procedure di cardiologia intervenzionale; di queste, circa 2.000 sono angioplastiche coronariche con applicazione di stent. Inoltre circa 2.500 pazienti sono stati trattati con procedure di elettrofisiologia per curare disturbi del ritmo cardiaco. I risultati clinici del Centro Cardiologico Monzino, in termini di mortalità e di complicanze, lo pongono ai vertici internazionali per la cura delle malattie cardiovascolari dell’adulto, come quelli della ricerca, con oltre 170 pubblicazioni su riviste scientifiche (Impact Factor di circa 1.000), 160 progetti di ricerca in corso e 60 trial clinici.