De Cecco

Mantenersi fedeli alle radici: con questo principio e oltre 200 formati, è il marchio italiano più diffuso della pasta di qualità più alta. Cui ha affiancato altri prodotti bandiera della dieta mediterranea

Filippo Antonio De Cecco

Filippo Antonio De Cecco

Qualità e bontà sono i segreti di De Cecco, numero uno fra le paste italiane, sempre uguale a se stessa proprio come la contadinella abruzzese che, con i suoi covoni di grano, da oltre un secolo è il simbolo dell’azienda. Unica e inimitabile, questa pasta, proprio perché fedele alla ricetta originale del cavaliere Filippo De Cecco: miscela di grani pregiati, semola fresca dal proprio molino, trafile in bronzo, essiccazione lenta a bassa temperatura e controllo costante della qualità.



Fu lui, figlio di un mugnaio di Fara San Martino, a fondare nel 1886 lungo il fiume Verde, sotto la Maiella, il pastificio in cui mise a punto un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda che rivoluzionava il mondo della pasta, permettendo di produrla senza più dipendere dal clima e dal sole. Un successo immediato: già nel 1893 la pasta De Cecco era esportata negli Usa. Amore per il prodotto e capacità innovativa, nella fedeltà a tradizione e qualità, si sono trasmessi di generazione in generazione sino al cavaliere del lavoro Filippo Antonio De Cecco, attuale Presidente e ad del gruppo: a lui l’Università di Teramo ha conferito la laurea honoris causa in bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali «per aver contribuito allo sviluppo economico, sociale e culturale, promuovendo l’imprenditoria italiana nel mondo e mantenendo un forte legame con la terra di origine».

«Un riconoscimento per l’impegno professionale e per i risultati alla guida di un gruppo industriale che da Fara San Martino è arrivato in tutto il mondo facendo sì che le proprie radici siano uno dei motivi ispiratori del successo», ha sottolineato il rettore Luciano D’Amico, «ma anche un importante stimolo per gli studenti, un modello a cui ispirarsi». C’è di che esserne orgogliosi, come traspare dalle parole con cui lo stesso neolaureato ha accolto il prestigioso riconoscimento: «I parametri di una volta, per De Cecco, sono gli stessi: continuiamo con l’essiccazione lenta. Nostro nonno ci ha insegnato che la qualità è essenziale. E ci occupiamo più di questo che di finanza», ha precisato Filippo Antonio De Cecco, che ha sottolineato anche il suo impegno a tener sempre presente, in azienda, la necessità della crescita: «Di fatturato, di volumi, di vendite».

Una crescita che ha imposto al gruppo grandi investimenti, con l’ampliamento dello stabilimento di Fara San Martino, l’apertura di uno nuovo a Ortona, la trasformazione del pastificio di Pescara nel modernissimo Centro De Cecco Il Molino, e anche l’espansione all’estero, con l’acquisizione nel 2011 del gruppo russo Pmk. Per insegnare anche ai russi, come recita un fortunato slogan aziendale, che «il segreto di una buona pasta è... la pasta». Non bastasse il giudizio del palato, la qualità della pasta De Cecco è anche certificata. La società norvegese Dnv, Det Norske Veritas, attesta infatti il rispetto di sette parametri specifici, fra cui, per esempio, un indice di glutine mai inferiore al 70%, temperatura dell’acqua di impasto inferiore ai 15°, tempi di essiccazione tra le 18 e le 36 ore, utilizzo di trafile in bronzo. 

E la medesima qualità che caratterizza gli oltre 200 formati di pasta firmati De Cecco è garantita negli altri prodotti con cui l’azienda ha composto una triade tricolore, vera bandiera del made in Italy e della dieta mediterranea: al bianco della pasta si sono affiancati il verde dell’olio extravergine e il rosso di prodotti a base di pomodoro, polpa e passata.