Diamond Love Bond

Vince puntando su 4C: colore, purezza, carato e taglio. Sempre di provenienza etica controllata. E certificati dal GIA Gemological Institute of America, il più autorevole istituto del settore

Marco Pocaterra

Marco Pocaterra

Tenere in mano un diamante è come stringere un pezzo di luna, sosteneva Anna Magnani. E se un bacio sulla mano può farti sentire meglio, una tiara di diamanti è per sempre, cinguettava Marilyn Monroe. Niente come questi composti di carbonio puro, cristallizzati nel sistema monometrico in ottaedri ed esacisottaedri, riesce a suscitare emozioni uniche e a suggellare forti legami d’amore. Sono proprio questi legami a costituire il pilastro di Diamond Love Bond, società di intermediazione nata nel 2005 e diventata punto di riferimento per chi è alla ricerca di diamanti che seguono i più alti standard delle 4C, colore, purezza, carato e taglio.



«Il diamante è la gemma con il più alto livello di soddisfazione emotiva, è un bene rifugio e un elemento di tesaurizzazione. Nell’ultimo decennio, per esempio, quelli da 5 carati, colore D, purezza IF, hanno guadagnato il 120%, con una rivalutazione costante rispetto al tasso d’inflazione», spiega Marco Pocaterra, amministratore delegato della società, con sedi a Milano e Anversa, che ha chiuso il fatturato 2015 a 18 milioni di euro, un giro d’affari quasi triplicato rispetto ai 7 milioni del 2014. Un successo dovuto non solo alla proposta di diamanti di qualità triple excellent, colore D, E, F, purezza Fl/If, fluorescenza assente, ma anche perché si tratta di pietre garantite, assicurate, certificate ed etiche. «I nostri diamanti sono certificati dal Gemological Institute of America (GIA), il più autorevole istituto del settore, che emette circa l’85% dei certificati mondiali», sottolinea Pocaterra.

«Aderiamo e rispettiamo il Kimberley Process Certification Scheme dell’ONU, che consente di certificare le spedizioni di diamanti come conflict free, cioè aventi legittimità di origine. Noi garantiamo che i nostri diamanti non hanno alcun coinvolgimento con il lavoro minorile. Inoltre, seguiamo e supportiamo i principi di UN Global Compact, che obbliga i firmatari al rispetto di un decalogo molto rigoroso su quattro aree: ambiente, diritti umani, lavoro e anticorruzione. Infine, il nostro gruppo è stato chiamato nel 2011 a Davos dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon a sedere in UN Global Lead, l’esclusiva piattaforma costituita da 47 grandi corporate (tra cui Sumitomo, Nestlè, Bayer, Unilever, Coca Cola, Eni), ognuna leader nel proprio settore, come rappresentante dell’industria dei diamanti e della gioielleria».

Oltre alla qualità, tra i punti di forza di Diamond Love Bond ci sono i prezzi, inferiori dal fino al 60% rispetto a quelli dei concorrenti di canale bancario. A livello di servizio, Diamond Love Bond mette a disposizione la possibilità di accedere a questi piccoli e luminosi pezzi di luna in uno dei 1.560 sportelli UBI Banca grazie al progetto Diamonds in the Bank, ovvero Diamanti in Banca in Italia. «Siamo convinti che sempre più in futuro il diamante sarà acquistato attraverso il canale bancario, da una clientela informata e preparata. E crediamo che possa anche diventare estremamente concorrenziale al canale delle gioiellerie, soprattutto per la più elevata qualità proposta e per i prezzi competitivi», prevede l’ad. Dopo l’accordo con UBI Banca, partito nel 2012 con la vendita di diamanti da 0,50 a 2,30 carati, è arrivata la partnership con il gruppo Banco di Desio. Ed entro l’anno potrebbero aggiungersi alcune banche del Guangdong, in Cina. Ma il progetto più ambizioso partirà in primavera, con un servizio di diamanti realizzati su misura per i clienti HNWI, quelli con patrimoni liquidi a partire da un milione di euro. Pezzi unici, dai 3 carati in su, di tutti i tagli, permeati di uno spirito di eccellenza e di una luce brillante, anche colorata.

«Tra i nostri fancy natural color abbiamo oggi tre capolavori, tre diamanti di colore naturale fancy vivid yellow, giallo vivido, di 50, 33 e 18 carati, tutti di taglio cushion modified brilliant», anticipa Pocaterra. Diamanti che si prestano a diventare gioielli da favola o una perfetta tesaurizzazione per un cliente con ampie disponibilità patrimoniali e l’esigenza di una diversificazione in tangible assets esclusivi. I gioielli potrebbero essere la nuova frontiera della società di intermediazione, con la creazione di una collezione iconica, a marchio Diamond Love Bond, disegnata da jewelry designer di fama mondiale. Per vendere, oltre ai diamanti, anche i sogni.