Dynamo Camp

Una delle Onlus più importanti d’Italia, caso unico fra le imprese sociali con personale tutto retribuito. Che garantisce regolarità e professionalità nell’assistenza a migliaia di bambini con patologie gravi o croniche. La fondazione cura inoltre formazione ed eventi per aziende

Enzo Manes

Enzo Manes

Se c’è in Italia un’impresa sociale degna di questo nome, che sembra incarnare perfettamente il nuovo clima di attenzione degli imprenditori alle esigenze dei più deboli, delle fasce bisognose della società, dell’ambiente, della sollecitudine verso il bene comune, questa è Dynamo Camp, una matura start-up (visto che l’anno prossimo compie dieci anni) a lungo sognata e voluta e poi finalmente realizzata su iniziativa di Enzo Manes, l’imprenditore self-made salito ormai molti anni fa agli onori della cronaca per aver acquisito il controllo della Kme, l’ex Gruppo Orlando, leader europeo nei metalli non ferrosi.



Dynamo è un progetto per l’infanzia, che nel 2015 ha sviluppato gratuitamente programmi di terapia ricreativa per 1.687 bambini malati all’interno del camp di Limestre, sull’Appennino pistoiese, e per altri 2.500 in ospedali e case famiglia con cui collabora in numerose città di tutta la Penisola. È una case-history rilevantissima, Dynamo, perché non può classificarsi semplicemente nella pur vasta galassia del volontariato: al contrario, nel Camp lavorano, stabilmente o stagionalmente, ma comunque retribuite, ben 174 persone. E questo garantisce regolarità e professionalità dell’assistenza.

I fondi arrivano da tante fonti. La Fondazione Dynamo, al vertice di tutto, vive di una componente di autofinanziamento, grazie alle attività di Dynamo Academy, che risponde al bisogno di formazione sui temi dell’economia sociale e sviluppa programmi di formazione ed eventi per imprese, studenti ed enti locali, e di Prodynamo, impresa commerciale in fase di avvio che svolge attività di commercializzazione di beni a marchio Dynamo (alimentari e abbigliamento) e di ristorazione con il modello dei Dynamo Café, destinando il 100% degli utili ai progetti sociali della Fondazione.

Ma il grosso delle risorse finanziarie arriva da erogazioni liberali, nel 2014 ben 4,38 milioni. I donatori sono stati per il 43% individui, per il 39% aziende, per il 14% fondazioni e associazioni e per il 4% settore pubblico. Tra imprese e individui si tratta di 3.500 soggetti, e tra gli individui si segnalano  205 «ambasciatori» che hanno organizzato negli ultimi 12 mesi  135 iniziative di raccolta fondi in tutta Italia aggregando più di 10mila persone. È grazie a tutto questo che dal 2007 Dynamo Camp ha potuto ospitare oltre 7mila bambini al Camp e ne ha potuti coinvolgere oltre 9mila in attività fuori dal Camp.

Le attività si sono rivolte prevalentemente a bambini ammalati di patologie gravi o croniche, principalmente oncoematologiche, diabete e rare, o neurologiche gravi, o motorie invalidanti, per le quali Dynamo rappresenta una delle poche occasioni di svago nella vita, oltre che un sostegno essenziale per le famiglie. Ogni anno in un open week-end il Camp accoglie 7mila persone da tutta Italia che vanno a vedere da vicino una realtà che acquista sempre più reputazione e notorietà. E presto un nuovo progetto: portare il proprio modello, impostazione culturale ed esperienza fuori dal Camp, nel territorio in cui Dynamo è inserita, la Social Valley. Per diffondere e radicare ancora di più questa concretizzazione italiana, più unica che rara, del modello della venture philantropy.