Enel

Al primo posto fra i produttori di energia, con forte aumento della generazione senza emissioni. È tra i gruppi top da tenere d’occhio nel 2016. posa la fibra per la banda ultralarga aperta a tutte le tlc

Francesco Starace

Francesco Starace

È una sorta di Enel 4.0 quella che Francesco Starace sta costruendo in questi mesi, sulle fondamenta dei molti saperi che il gruppo ha all’attivo, sul rilancio delle competenze, sulla traccia di una forte ambizione industriale. E non è un caso che Bloomberg abbia inserito Enel nella lista delle 50 aziende mondiali da tenere d’occhio nel 2016, anche grazie all’incremento degli investimenti in paesi emergenti come America Latina e Africa caratterizzati da alta crescita. «Siamo orgogliosi di questa scelta», dice Starace, «perché riconosce la validità della nostra strategia volta a capitalizzare le opportunità su tutti i mercati.



Nelle aree con economie emergenti stiamo supportando un progresso sostenibile attraverso investimenti in energie pulite e nello sviluppo delle infrastrutture, mentre nei mercati più maturi il focus è sulla digitalizzazione, attraverso l’implementazione delle smart grid e altre soluzioni innovative». Senza avere all’attivo, e saper valorizzare, un lavoro del quale Starace è da trent’anni fra gli artefici, non sarebbe possibile. Nel corso della presentazione del piano industriale a Londra, si è gettata luce su quella che sarà la nuova compagnia elettrica italiana. Nuova perché nel 2050 Enel sarà carbon free, cioè genererà elettricità a zero emissioni; e, anche molto prima di quella data, perché le sue reti saranno sempre più intelligenti e in grado di integrare l’energia da fonti rinnovabili e gestire nuovi servizi ai clienti grazie anche al nuovo contatore digitale che la società si appresta a sostituire a partire dai prossimi mesi. Rinnovabili e digitale sono due capisaldi del modello di business che Enel sta perseguendo. 


La nuova società per la posa della fibra ottica affidata alla guida esperta di Tommaso Pompei (già start-upper di Wind negli anni Novanta), aperta a tutti gli operatori di tlc, rappresenterà la vera integrazione nella copertura della popolazione e del territorio italiano con la banda ultralarga. E quando Enel andrà a sostituire nei prossimi cinque anni 32 milioni di contatori nelle case degli italiani, e ne approfitterà per portare nelle abitazioni la fibra ottica, attraverso i suoi cavidotti o sulle linee aeree, avrà creato un valore, con costi competitivi, che rappresenterà un grande volano di business e di crescita per tutta l’economia nazionale. 

Accanto a questo, il recupero nel perimetro aziendale diretto di Enel Green Power, che era stato separato dal business principale e quotato cinque anni fa. Gli analisti non hanno esitato a definirlo un cambio epocale: dal pachiderma, forte ma lento, alla gazzella, veloce nel cogliere le opportunità e capace di andare lontano. Tutto questo non distoglie dalla gestione efficace ed efficiente del business caratteristico, la generazione, distribuzione e vendita di energia elettrica: il conto dei primi nove mesi del 2015 si è chiuso con un risultato netto ordinario di 2,6 miliardi (+42%) e ricavi per circa 56 miliardi (+3,6%).