Esselunga

Nella grande distribuzione batte le multinazionali in ricavi per mq. In cinque anni ha investito 1,8 miliardi in nuove aperture e ristrutturazioni. E dopo un braccio di ferro con le Coop ha iniziato l’espansione verso il Centro Italia

Il primo supermercato Esselunga aperto a Milano nel 1957

Il primo supermercato Esselunga aperto a Milano nel 1957

«Never, never, never give up», non arrenderti mai: dev’essersi commosso Bernardo Caprotti il 7 ottobre 2015, quando ha compiuto 90 anni e si è trovato sul Corriere della Sera e sul Wall Street Journal una pagina voluta e virtualmente firmata dagli oltre 22mila collaboratori di Esselunga, la sua creatura, per fargli gli auguri. 

 

Una pagina che attesta l’eccezionalità di un personaggio talmente consustanziale alla sua grandissima capacità imprenditoriale e al suo impero commerciale da essere diventato un tutt’uno inscindibile, nonostante gli anni. Anche perché Caprotti ha un’energia e una lucidità pressoché intatte e gestisce ancora a tutti gli effetti il gruppo, pur se affiancato da un ottimo staff manageriale. 

Nel 2014 ci sono stati progressi nella crescita della rete commerciale, negli investimenti, nel numero degli occupati e sui principali parametri del conto economico: i ricavi sono cresciuti a 7,013 miliardi di euro nonostante l’anno difficile che ha registrato un calo dei prezzi al dettaglio dell’1,6%. I clienti sono aumentati in numero dell’8,5%. Il margine operativo lordo è stato di 521 milioni (+3,2% rispetto al 2013), l’utile operativo di 335 milioni (+2%) e l’utile netto di 212 milioni, in crescita di 2 milioni rispetto al 2013. 

Negli ultimi cinque anni, il gruppo ha investito oltre 1,8 miliardi di euro in nuove aperture e ristrutturazioni. Nel 2015 lo sviluppo è continuato, del resto nel quinquennio della crisi Caprotti ha aggiunto 1.900 persone all’organico e prevede di continuare il reclutamento nel 2016. Fra l’altro, dopo avere aperto nel 2014 il primo negozio nel Lazio, ad Aprilia, Esselunga sbarcherà anche a Roma a fine 2016.

Sono le cifre di una leadership indiscutibile nella grande distribuzione organizzata italiana, conseguita e mantenuta nonostante la concorrenza dei colossi stranieri (da Auchan a Carrefour, a Lidl) e delle cooperative, che sicuramente hanno ostacolato, ovunque hanno potuto, la crescita del temibile concorrente. 

Non a caso nel suo libro Falce e carrello Caprotti aveva denunciato di aver incontrato ostacoli all’espansione del suo gruppo soprattutto nelle cosiddette regioni rosse. Chissà che i tempi possano cambiare e che, anche in città come Genova, possano sorgere finalmente dei supermercati Esselunga.

Giustamente, fedele al suo carattere e alla sua personalità, Caprotti non ha alcuna intenzione di arrendersi. Anzi non rinuncia a fare progetti a lungo termine anche su ambiti più lontani dal suo settore, come quello dell’aerotrasporto, vera passione del patron: da anni Caprotti sogna un nuovo aeroporto intercontinentale dell’Alta Italia, progetto che verrebbe realizzato nella grande area costituita dagli aeroporti di Montichiari e da quello militare di Ghedi. 

Seguendo la sua vocazione di ubicazionista, Caprotti intenderebbe lo scalo di Montichiari come hub intercontinentale del Nord Italia, nel cuore della macroregione lombardo-veneto-emiliana, servito da tre autostrade e con il passaggio dell’alta velocità.