EuroItalia

È leader nei profumi per le griffe italiane più apprezzate: dal concept creativo alla scelta della fragranza, dal packaging alla produzione, al marketing. E li diffonde nel mondo

Giovanni Sgariboldi con i figli Andrea, Davide e Matteo

Giovanni Sgariboldi con i figli Andrea, Davide e Matteo

Quando ancora la cultura del profumo era identificata nelle griffe transalpine, un giovane imprenditore della Brianza si affacciava nel 1978 al mercato puntando tutto su un’idea: promuovere nel mondo la fragranza made in Italy. Obiettivo audace, nato dalla visione pionieristica di Giovanni Sgariboldi e della sua azienda, EuroItalia, che ha creduto nel potenziale della profumeria selettiva a marchio nazionale. «Grazie alla passione, determinazione e lungimiranza di mio padre, si è affermata la più importante realtà italiana nel mondo del profumo, basata su qualità, innovazione e creatività, unite alla profonda conoscenza del mercato e alla più recente tecnologia applicata al prodotto», racconta Davide Sgariboldi, figlio del fondatore, oggi al suo fianco in azienda insieme ai fratelli Andrea e Matteo.



Con un fatturato annuo di circa 270 milioni di euro, 25 milioni di pezzi venduti, una quota export superiore al 90% e una rete distributiva di agenzie dirette e operatori commerciali radicati nei mercati locali e duty free di quasi tutti i paesi del mondo, il gruppo di Monza è oggi leader nella commercializzazione di fragranze per alcuni brand italiani fra i più apprezzati a livello internazionale. Lo stretto rapporto di collaborazione con le griffe e i designer della moda è da sempre un fattore di successo per l’azienda, che coglie in anticipo le tendenze di mercato e le traduce tempestivamente in nuove linee di prodotto curate in ogni fase di sviluppo: dall’ideazione del concept creativo alla scelta della fragranza, dallo studio del packaging alla produzione industriale, fino all’identificazione del posizionamento commerciale selettivo, sostenuto con le più efficaci strategie di marketing, merchandising e comunicazione.

«La prime licenze importanti sono state negli anni 80 quelle di marchi di tendenza come Enrico Coveri, Naj Oleari ed El Charro», racconta Davide Sgariboldi. «Poi è arrivato Moschino, una partnership che dura dal 1985 e ha dato vita a profumi in piena sintonia con l’evoluzione della maison, da quelli per le linee di moda come Cheap and Chic, esposto anche al MoMA di New York, fino alle ultime fragranze Toy e Fresh Couture, sviluppate insieme al nuovo direttore creativo, Jeremy Scott».

La svolta internazionale, negli anni 90, porta i nomi di Dolce e Gabbana. «Con questa licenza siamo riusciti ad affermarci nel mondo grazie a fragranze tra le più vendute. Quando, poi, nel 2005, è scaduta, siamo ripartiti con i profumi Versace ristrutturando ogni dettaglio, con il grande supporto di Donatella Versace: dal portafoglio prodotti alla rete commerciale. E abbiamo portato il marchio a un posizionamento di massimo prestigio». Con Versace Bright Crystal e Pour Femme, poi con Versace Man Eau Fraiche e Pour Homme, che dopo aver scalato le classifiche di vendita sono ormai diventati dei classici, per arrivare all’ultima collezione Eros (maschile) e Eros pour Femme.

La recente alleanza con Missoni, avviata nel 2015, ha già visto il debutto dell’omonima Eau de Parfum: un profumo elegante, raffinato e sensuale con un design della bottiglia ispirato all’arte del vetro artigianale, e uno spot pubblicitario tutto italiano. Anche questo progetto ben rappresenta e conferma la vocazione del gruppo a promuovere il made in Italy. «Non solo per le griffe rappresentate, ma anche nello sviluppo creativo di progetto e nelle sofisticate lavorazioni sul prodotto», conclude Sgariboldi.