Finmeccanica

Uno dei big mondiali per aerospazio, difesa e sicurezza. Con un enorme patrimonio di competenze e tecnologie, e conti in netto miglioramento sotto la guida di Mauro Moretti

Mauro Moretti

Mauro Moretti

Un patrimonio straordinario di competenze, tecnologie e produttività, da rifocalizzare, riorganizzare, espandere ma già in fase di rapido rilancio. È la Finmeccanica di Mauro Moretti a due anni dall’avvento del nuovo corso segnato dall’amministratore delegato venuto dalle Ferrovie. I risultati dei primi nove mesi del 2015 sono inequivocabili e in linea con gli obiettivi del piano industriale 2015-2019. Nel periodo, Finmeccanica ha incrementato del 45% la redditività (ebitda), ha quasi raddoppiato l’ebit (+84%) e ha generato un risultato netto positivo per 160 milioni di euro, contro la perdita di 24 del 2014. Un risultato che brilla maggiormente, passando dai 54 milioni persi nel 2014 a un utile di 150, se si esclude dal calcolo l’utile delle attività cedute (il settore trasporti, a Hitachi, il 2 novembre 2015).

 

La cura Moretti si è imperniata sulla razionalizzazione gestionale, improntata alla sobrietà e al taglio dei rami secchi, nella focalizzazione degli obiettivi e sul riordino del portafoglio dei business, in precedenza evolutosi con fin troppa eterogeneità. La cessione a Hitachi delle quote in Ansaldo Sts (pari al 40% del capitale sociale) e delle attività AnsaldoBreda nel segmento del materiale rotabile, con esclusione delle attività di revamping, di minore rilevanza, ha portato a un introito complessivo di circa 790 milioni di euro e a una simmetrica riduzione dell’indebitamento netto di gruppo, che Moretti comunque vuol ridurre a 3 miliardi entro il 2017. La razionalizzazione del portafoglio ha visto anche la cessione di BredaMenarinibus a Industria Italiana Autobus e l’avvio del passaggio di Fata al Gruppo Danieli, col risultato di inserire le aziende cedute in contesti più omogenei e specifici. Finmeccanica potrà ora meglio concentrarsi nei propri settori core: aerospazio, difesa e sicurezza.

Sul piano strettamente operativo, Moretti ha divisionalizzato il gruppo, conferendogli una governance più efficace e una miglior efficienza industriale. In quest’ottica, Oto Melara Spa e Whitehead Sistemi Subacquei Spa sono state fuse in Finmeccanica, mentre una scissione parziale ha riguardato Alenia Aermacchi, AgustaWestland e Selex Es in favore di Finmeccanica Spa, come presupposto giuridico per il completamento del percorso evolutivo della stessa Finmeccanica, che da holding di gestione di diverse società operative, giuridicamente separate, quale era, sta diventando una società unica, capace di coniugare, appunto attraverso una struttura divisionale, i profili industriali con quelli di indirizzo e controllo delle proprie attività. Dal 1⁰ gennaio 2016 Finmeccanica è una società unica, una one company articolata in quattro settori e sette divisioni.

Tutto ciò sta piacendo molto ai mercati. Tutte le agenzie di rating hanno rivisto al rialzo le prospettive di Finmeccanica, con outlook stabile. E la capacità di credito del gruppo è migliorata, attraverso la rinegoziazione della linea revolving quinquennale (con scadenza a luglio 2020), una sensibile riduzione dei margini e importanti effetti positivi sugli oneri finanziari.