Gruppo Piaggio

Suo simbolo nel mondo è la Vespa. Leader nel mercato europeo delle due ruote, è l’unico produttore globale non asiatico. Con una gamma che include le grandi Moto Guzzi e le Aprilia che gareggiano in MotoGp

Matteo, Roberto e Michele Colaninno

Matteo, Roberto e Michele Colaninno

A due, a tre o a quattro ruote: non c’è settore della mobilità che il Gruppo Piaggio non conosca. È il più grande costruttore occidentale di veicoli motorizzati a due ruote, leader europeo con una quota di oltre il 15%. Ed è protagonista nello sport con un’Aprilia forte di 54 titoli mondiali, tornata nel 2015 in MotoGP. Fondata nel 1884 da Rinaldo Piaggio, dal 1946 l’azienda è emblema mondiale del made in Italy, grazie a quell’icona che è la Vespa: oltre 18 milioni di esemplari in 70 anni. Ma è nell’ultimo decennio che la crescita di Piaggio diventa esponenziale, sotto la guida del Presidente e amministratore delegato Roberto Colaninno: ne rilevò il controllo nel 2003, e si vendevano nel mondo 50mila Vespa. Nel 2015 sono state 170mila.



Imponente il turnaround che, con l’acquisizione di Aprilia e Moto Guzzi, ha creato un Gruppo italiano forte di uno straordinario portafoglio di marchi e prodotti. Al vertice di Piaggio, Roberto Colaninno ha a fianco i figli Matteo, vicepresidente del Gruppo, e Michele, amministratore delegato e dg della holding Immsi che controlla Piaggio.

Quotato in borsa dal 2006, oltre 1 miliardo di euro di fatturato nei primi 9 mesi del 2015 (+7,7%, crescita in ogni area del mondo e in ogni tipologia di prodotto), il Gruppo Piaggio ha aperto nuovi fronti sconosciuti all’industria italiana ed europea del settore: agli stabilimenti di Pontedera, Mandello del Lario, Noale e Scorzè, ha affiancato fabbriche in India, in Vietnam, in Cina (in joint- venture con il gruppo Zongshen). «Crescere è obbligatorio», sottolinea Roberto Colaninno. «Senza lo sviluppo in Asia, oggi non ci sarebbe nemmeno una Piaggio italiana». Il focus è produrre localmente, superando le barriere dei dazi, in mercati delle due ruote che, come l’India, valgono anche 12 volte l’intera Europa. «Ci siamo globalizzati senza delocalizzare», ricorda Colaninno.

I dipendenti europei del Gruppo sono stabilmente la metà della pianta organica globale. Non solo Asia: nel Gruppo Piaggio c’è anche tanta America. Una filiale a Manhattan, e nel cuore di New York è stato aperto anche uno degli store multibrand Motoplex che Piaggio sta inaugurando nelle grandi metropoli mondiali. In California, il Piaggio Advanced Design Center capta le tendenze in fatto di stile. E a Cambridge in Massachusetts, Piaggio Fast Forward: think tank che ha per chairman Michele Colaninno e nel cui advisory board siede Roberto Colaninno con personaggi del calibro di Nicholas Negroponte, fondatore del Mit MediaLab, ed executives di Google e Trimble. 

Pensare il futuro non è facile ma,  dice Roberto Colaninno, «per un’azienda come la nostra, che ha raggiunto tutti i mercati e conosce comportamenti e aspirazioni di gran parte dei clienti del mondo, è il momento di osare e di essere visionaria». Intanto, Piaggio entra di peso anche nelle ebike con un prodotto, la Wi-Bike, sempre connessa al web, governata dallo smartphone che può fare da Gps o da antifurto o da tutor per il fitness. Per gli amanti della storia, due musei (Pontedera per Piaggio, Vespa e Gilera; Mandello per Moto Guzzi) che ogni anno accolgono ciascuno 30mila visitatori. Non solo 70 anni di Vespa nel 2016, ma anche i 95 di Moto Guzzi, nata nel 1921 nella stessa fabbrica in cui tuttora produce, in riva al Lago di Como. «Luogo straordinario, lo stabilimento di Mandello. Abbiamo grandi progetti per realizzare, con i migliori architetti internazionali, una fabbrica-museo che attiri motociclisti, appassionati, famiglie».