Intesa Sanpaolo

Prima in Italia per capitalizzazione di borsa, ha la maggiore quota di mercato in tutti i settori: retail, corporate e wealth management, con 11,1 milioni di clienti. Vanta una rete internazionale per la clientela corporate. E un peso crescente nell’investment banking

Carlo Messina

Carlo Messina

Per Intesa Sanpaolo, i primi nove mesi del 2015 sono stati contrassegnati da numeri che hanno battuto ogni record dalla fondazione del gruppo: si è collocata al terzo posto nell’eurozona e al 1° in Italia per capitalizzazione di borsa, superando i 51 miliardi di euro. Ha rafforzato la sua posizione in Italia, dove detiene la quota maggiore di mercato in tutti i settori di attività (retail, corporate e wealth management), con 11,1 milioni di clienti e una rete di circa 4.300 sportelli su tutto il territorio nazionale. L’attività di banca retail supera del resto i confini nazionali, con una presenza selettiva in Europa centro-orientale, Medio Oriente e Nord Africa, grazie a circa 1.300 sportelli e 8,2 milioni di clienti delle banche controllate operanti nel commercial banking in 12 paesi. Vanta inoltre una rete internazionale specializzata nel supporto alla clientela corporate, che presidia 28 paesi, dal Medio Oriente al Nord Africa, a Usa, Brasile, Russia, India e Cina.



All’interno del gruppo, di cui è Amministratore delegato Carlo Messina, la Divisione corporate e investment banking si distingue per la sua redditività e la forte capacità d’innovazione dimostrata anche in questi ultimi, difficili anni di mercato. Basti pensare che nei primi nove mesi del 2015 la Divisione ha realizzato proventi operativi netti pari a 2.363 milioni (17% del consolidato di gruppo) con un risultato netto di 1.036 milioni (+10,3% rispetto allo stesso periodo del 2014): «La nostra divisione ha contribuito anche nel 2015 alla crescita della redditività del Gruppo», dice Gaetano Miccichè, Direttore generale e responsabile Divisione corporate e investment banking. «In oltre otto anni abbiamo dimostrato di saper consolidare i nostri risultati: siamo la prima investment bank del paese e tra i leader in Europa, grazie a un modello di business profittevole e sostenibile nel tempo», sempre caratterizzato dalla centralità del cliente. «Dopo aver riorganizzato la divisione adottando un modello focalizzato sui principali settori industriali», aggiunge, «nel 2015 abbiamo potenziato ulteriormente la nostra rete estera: filiali operative di Istanbul, San Paolo e Varsavia, e poi le nuove sedi di Abu Dhabi, Washington e, nei prossimi mesi, Doha e Giacarta. Per quanto riguarda il mercato italiano, ci siamo impegnati ancora più a fondo per valorizzare le nostre filiere industriali e abbiamo partecipato a importanti progetti infrastrutturali. Puntiamo a sviluppare sempre più il ruolo di motore di iniziative del nostro paese intorno a grandi iniziative strategiche».

All’interno della divisione, Banca Imi si occupa dell’investment banking: nei primi nove mesi del 2015, ha conseguito un utile netto consolidato di 473 milioni di euro, con una crescita del 15% rispetto ai 411 milioni del 2014. «Il 2015 è stato certamente un anno molto importante e di grandi soddisfazioni per Banca Imi», dice Mauro Micillo, Amministratore delegato. «Ci confermiamo sempre di più come partner privilegiato delle aziende che mirano a svilupparsi con una visione e una presenza globale, promuovendo nel tempo un rapporto virtuoso fra clienti e stakeholder. Accompagniamo la crescita delle imprese clienti, in Italia e sulle piazze internazionali, grazie alle reti, ai prodotti e ai servizi, fornendo accesso al mercato dei capitali, consulenza per le operazioni straordinarie e prodotti finanziari personalizzati».