Ivri

La famiglia Basile si occupa di vigilanza da oltre un secolo, oggi è al vertice: ha 27 centrali, per proteggere 70mila clienti e grandi eventi, come Expo

Rosario Basile

Rosario Basile

Si diventa il numero uno della vigilanza privata quando nessuno parla di te. Perché le buone notizie non vanno sui giornali. Se all’Expo 2015 di Milano, uno degli epicentri a più elevato rischio, è andato tutto bene per sei mesi, è anche merito del piano di sicurezza messo in campo da IVRI, Istituti di Vigilanza Riuniti d’Italia, che dal 2014 è stata acquisita da Biks Group, ed è in mano al Gruppo Basile, già leader italiano nell’ambito della sicurezza preventiva con Ksm Spa e Sicurtransport Spa.



Gli uomini armati e le telecamere di IVRI hanno tenuto sott’occhio gli spazi pubblici, gli ingressi di Expo e gran parte dei padiglioni, garantendo la tranquillità di 150mila persone ogni giorno. Non è un lavoro facile. Ma soprattutto: se lo fai bene, non c’è bisogno di parlarne il giorno dopo. Alla guida del gruppo c’è Rosario Basile, avvocato come il padre e i figli (ma alla difesa in tribunale hanno preferito quella sulla strada) e non da oggi, perché la famiglia Basile si occupa di vigilanza da oltre un secolo, fin da quando nel 1914 il capostipite Rosario assume il ruolo di direttore tecnico della prima organizzazione di polizia privata formata da ex carabinieri, Il Piave.

È l’inizio della storia, poi negli anni Settanta la società si amplia e comincia a operare in tutto il Sud e Centro Italia, siamo nel 2007, fino ad arrivare alla vera svolta, nel 2014, con l’acquisto di IVRI, un’operazione che ha permesso al Gruppo Basile di diventare, nei fatti, il primo player in Italia, con circa 7.200 dipendenti distribuiti su oltre 40 sedi, 27 centrali operative, 20 caveaux e 1.300 veicoli al servizio di più di 70mila clienti.

Il 2015 è l’anno del consolidamento e dell’internazionalizzazione: integrazione dei servizi per una relazione a 360° con il cliente e partnership internazionali (l’israeliano Lotan Group, e l’elvetica ISC International Study Center SA) per acquisire conoscenze, esperienza e tecnologie sulle nuove minacce globali, cyber security e anti-terrorismo. Dell’avvocato Basile si fidano le grandi aziende, come Rai e Telecom, Mediaset e Lottomatica, Confindustria, Ibm, Italcementi e Johnson & Johnson, oltre a molte banche, da UniCredit a Banca Popolare di Milano e BNL.

È questo il migliore biglietto da visita e Rosario Basile vuole presentarlo anche all’estero. «L’internazionalizzazione è un obiettivo molto ambizioso e si concretizzerà presto ma non è il solo», spiega l’avvocato, «perché tra i capisaldi della nostra filosofia ci sono anche la professionalità e l’innovazione. Questo significa che continueremo col piano di riorganizzazione delle strutture interne e del management partito l’anno scorso e che andremo avanti con l’innovazione della nostra offerta». Il business della vigilanza privata, infatti, non può prescindere dalle sfide imposte dalla modernità: telecomunicazioni e sicurezza informatica prima di tutto.

«Siamo il propulsore dell’innovazione nel nostro settore», continua il numero uno di IVRI, «e ci stiamo impegnando molto sul fronte delle nuove tecnologie, delle infrastrutture di comunicazione e delle minacce informatiche di hacker e virus, che rappresentano il futuro della security. Non solo, abbiano già allargato le attività entrando in settori fino a oggi fuori dal tradizionale campo d’azione della sicurezza, come la gestione dei call center o dei sistemi di domotica». Si scrive security 4.0, si legge tranquillità.