Lavazza

Leader in innovazione: servendo il primo vero espresso agli astronauti, ideando il pacco sottovuoto, la miscelazione per migliorare il gusto del caffè. Così oggi è leader nel mercato locale e globale

Antonio Baravalle

Antonio Baravalle

«Fu Lavazza a inventare l’arte di miscelare il caffè, più di un secolo fa, ed è stata sempre Lavazza la prima in Italia a impacchettare il caffè sottovuoto. Inoltre, oltre 25 anni fa, l’azienda è stata tra le prime nel mondo ad aver introdotto i sistemi a capsula per espresso. L’innovazione insomma è da sempre uno dei nostri valori cardine. E resta cruciale per avere un prodotto leader nel mercato». Forte di questa convinzione, Antonio Baravalle, dal 2011 ad di Lavazza, negli ultimi due anni ha raddoppiato gli investimenti destinati proprio all’innovazione, «fondamentale per la nostra strategia di crescita». 

 

Così, nel 2015, dopo cinque anni di ricerche, l’azienda torinese ha presentato la sua prima capsula per espresso in materiale totalmente compostabile realizzata in collaborazione con Novamont. La stessa sensibilità ambientale ha indotto Lavazza a presentare nel 2015 il suo primo bilancio di sostenibilità, che ha evidenziato come nel solo 2014 ben 5,8 milioni di euro sono stati destinati a interventi in questa direzione. Uno strumento di trasparenza che descrive i valori di Lavazza: un’azienda che ragiona in termini di qualità, innovazione e miglioramento continuo. Un imperativo che permea tutta la filiera: dalla materia prima al rapporto con i produttori, alla condivisione dei valori con i partner, fino alla realizzazione del prodotto finale, che deve rispettare i più elevati requisiti di qualità.

Ma a Lavazza la Terra sembra non bastare più: il 3 maggio scorso l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti ha potuto bere il primo vero espresso fatto e consumato in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Risultato storico che ha avuto come protagonista ISSpresso, la prima macchina capace di erogare un espresso a regola d’arte anche in assenza di gravità. Lavazza l’ha realizzata in collaborazione con Argotec, azienda ingegneristica aerospaziale italiana.

Sempre nel 2015, anno del suo 120° anniversario, Lavazza è stato il caffè ufficiale di Padiglione Italia a Expo. «Expo è stato il luogo perfetto», spiega Baravalle, «per evidenziare la nostra capacità di andare incontro ai bisogni dei consumatori di tutto il mondo attraverso prodotti innovativi e differenziati». Quella di Lavazza infatti è una storia di esperienza, qualità e innovazione, valori che l’hanno resa leader nel mercato locale e globale. Grazie alla fedeltà a questi principi, Lavazza è tra le più solide e apprezzate realtà del made in Italy, un marchio di cui si fregia con orgoglio avendo mantenuto le radici ben salde in Italia. Un’azienda familiare che oggi è ambasciatrice perfetta del saper fare italiano nel mondo.

Una storia di famiglia giunta oggi alla quarta generazione. Caratteristica che, secondo Baravalle, garantisce un vantaggio competitivo: «Il processo decisionale in un’azienda di famiglia è assai più semplice e più rapido che in una multinazionale dall’azionariato frammentato». Anche così si diventa il settimo player del caffè mondiale con una presenza in 90 paesi e dove si consumano 17 miliardi di tazzine Lavazza all’anno. «Lavazza», continua Baravalle, «è pronta a competere come player globale in un momento cruciale per l’assetto dell’intero comparto, all’interno del quale l’azienda vuole continuare a muoversi da leader, accompagnando alla crescita organica una crescita per linee esterne».

L’obiettivo di medio termine è toccare quota 2 miliardi di fatturato. Baravalle è fiducioso di riuscirci «facendo salire dal 50 al 70% la quota di fatturato generata dai mercati internazionali». Proprio puntando a questo target, Lavazza nel 2015 da un lato ha finalizzato l’acquisto del marchio francese Carte Noire, dall’altro ha portato a termine due operazioni altrettanto importanti: ha rilevato dal gruppo olandese D.E. Master Blenders il marchio Merrild, leader storico in Danimarca (la piattaforma ideale insomma per crescere nei paesi del Nord Europa), e ha aperto una nuova consociata in Australia rilevando il suo storico distributore.

A sottolineare l’importanza strategica di questo mercato, Lavazza ha siglato una partnership con l’Australian Open, l’unica tappa del Grande Slam cui mancava ancora il sigillo del marchio torinese. Nel 2016, grazie all’accordo appena siglato con il torneo australiano, l’azienda torinese diventa, infatti, l’unico brand di food and beverage al mondo a essere partner di tutti e quattro i tornei del Grande Slam: Wimbledon, Roland Garros e US Open, oltre al torneo australiano. «Questi eventi di grande prestigio si svolgono in mercati chiave per l’azienda. Grazie alla loro risonanza globale», conclude Baravalle, «si inseriscono perfettamente nella strategia di internazionalizzazione della marca, sottolineando la volontà di offrire al pubblico l’esperienza più autentica della tipica ospitalità italiana, di cui il caffè Lavazza è icona internazionale».