Marchesi de’Frescobaldi

È l’azienda vinicola italiana con il prezzo medio a bottiglia più alto. Rinomata per i vini di forte personalità. tutti Docg, Doc, Igt. Prodotti nei 1.200 ettari di sei tenute dai nobili terroir in Toscana

Lamberto Frescobaldi

Lamberto Frescobaldi

Un grande vino è un’opera d’arte in evoluzione. Un’evoluzione lunga più di 7 secoli, che ha saputo cogliere e anticipare i mutamenti della storia, riuscendo a coniugare felicemente esperienza e innovazione. È il caso di Frescobaldi, l’azienda vinicola rinomata per i suoi vini di forte personalità e aristocratica raffinatezza, con il prezzo medio a bottiglia più alto, strutturata in due holding e 8 società. La Compagnia de’ Frescobaldi è la holding che detiene il 100% di Marchesi de’ Frescobaldi, la società agricola che gestisce Nipozzano, Pomino, Castiglioni, Castelgiocondo, Ammiraglia e Remole, sei tenute dai nobili terroir nelle zone più votate della Toscana, tutte dedicate alla produzione di vini pregiati Docg, Doc, Igt e ognuna con la propria identità, storia e personalità. Attraverso la subholding Tenute di Toscana, Marchesi de’ Frescobaldi poi controlla Ornellaia e Luce della Vite. Il quartier generale è Palazzo Frescobaldi, all’11 di Santo Spirito, a Firenze, e dalle finestre che si affacciano sul giardino si possono ammirare il campanile e il retro della Basilica di Santo Spirito, ultima grande opera di Filippo Brunelleschi.



«Siamo a Firenze dal 1200 e le nostre memorie incrociano la storia della città», racconta Lamberto Frescobaldi, trentesima generazione di famiglia, laurea in agraria all’Università di Firenze e specializzazione in viticoltura alla Davis University in California, una delle più quotate al mondo nel settore enologico, al timone di Marchesi de’ Frescobaldi dal 2013. Un legame atavico e indissolubile testimoniato anche da una mappa della Toscana del XV secolo, conservata alla Galleria degli Uffizi, sulla quale sono indicate le terre dei Frescobaldi e il Castello di Nipozzano. L’amore per Firenze è sempre andato a braccetto con quello per il vino. L’archivio Frescobaldi custodisce una lettera di Enrico VIII, datata 1519, con la richiesta d’acquisto di vini nobili per gli ospiti della corte inglese. A quel tempo la tenuta destinata alla produzione di vino era quella di Castiglioni, dove dal 1300 la famiglia è dedita alla viticoltura. Da allora, la passione e l’amore per il vino sono cresciuti, insieme con la volontà di innovare per eccellere.

Archiviato il 2015 con un fatturato in crescita del 10,7% rispetto agli 86 milioni di euro dell’anno precedente, il 70% generato all’estero, per oltre 10 milioni di bottiglie, il gruppo conta di crescere anche nel 2016 e di continuare a investire. «Siamo in costante crescita dal 2010, a dispetto della crisi, e contiamo di raggiungere i 100 milioni di euro di ricavi nel 2017, puntando soprattutto sull’alta gamma dei nostri vini», anticipa Lamberto Frescobaldi. Uno dei tasselli della strategia è l’allargamento dell’offerta, con il lancio di nuove etichette, come Nipozzano Vecchie Viti, un Chianti Rufina Riserva 2011 destinato soltanto a ristoranti ed enoteche, e Leonia, il primo vino spumante della casa, uno chardonnay e pinot nero invecchiato 30 mesi. C’è, poi, la diversificazione, con l’apertura di un ristorante a Mayfair, nel cuore di Londra.

«Negli ultimi anni, abbiamo puntato molto sull’ammodernato e sul rafforzamento della nostra struttura produttiva, rinnovando vigneti, impianti e macchinari e adottando le più moderne tecniche produttive. Nel 2015, per esempio, abbiamo costruito un nuovo magazzino dedicato alla logistica di 6mila metri quadrati e due piccole centrali di energie rinnovabili», sottolinea Frescobaldi. Il blasone del brand è stato ulteriormente valorizzato negli ultimi anni grazie al web: il portale, rinnovato nel 2013, ha ottenuto il primo posto nell’autorevole classifica di WineNews sui migliori siti delle aziende vinicole ed è considerato il numero uno delle cantine italiane top su internet (ricerca FleishmanHillard).