Ntv Nuovo Trasporto Viaggiatori

La prima azienda ferroviaria privata cresce, con più passeggeri trasportati, più corse Roma-Milano, con arrivi frequenti anche in Centrale, nuove tratte e altre città collegate all’alta velocità. Mentre migliora il conto economico

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo

Il treno italiano dei privati è ripartito: il turn-around di Italo, l’alta velocità ferroviaria dei treni dall’elegante livrea rosso bordeaux, sta compiendosi con il passaggio dal rosso al nero dei conti, cioè all’attivo: l’esercizio 2015 verrà presentato formalmente tra qualche tempo ma si può già dire che sarà nettamente migliore di tutti quelli precedenti, con 100 milioni di euro di debiti in meno, margini di redditività del 15% circa e, quindi, un ebit positivo per oltre 45 milioni di euro.



A determinare questa svolta, con grande determinazione e unità di intenti, i soci che hanno deciso di accrescere il loro impegno su Italo: Intesa Sanpaolo, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo, poi Assicurazioni Generali, le famiglie Bombassei e Seragnoli e, supporto indispensabile, Flavio Cattaneo, che con l’ingresso nel capitale dimostra la sua fiducia nel progetto. Sono i soci italiani storici (le ferrovie francesi sono uscite) che hanno deliberato un aumento di capitale fino a 100 milioni e l’hanno sottoscritto per 60 (gli altri 40 all’occorrenza).

Cattaneo, già amministratore delegato di Fiera Milano (compì la felice quotazione in borsa del gruppo), direttore generale della Rai (che sotto la sua guida superò in audience Mediaset) e ceo di Terna (dalla quotazione e per nove anni, con brillanti risultati sia industriali sia finanziari), è salito ai comandi di Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) dal febbraio dell’anno scorso e ha dato immediatamente la sua impronta di ottimizzazione all’azienda: con la riorganizzazione dei servizi e del marketing, i passeggeri trasportati nel 2015 sono saliti a quota 9 milioni dai 6,6 dell’anno precedente. Contemporaneamente ha risanato la situazione finanziaria, negoziando con le banche creditrici (Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Mps) una ristrutturazione del debito, con scadenze che sono state differite al 2028 e al 2030, e con i conseguenti 100 milioni di euro di miglioramento della posizione finanziaria.

Sul fronte interno Cattaneo ha concordato con i dipendenti un accordo di solidarietà (quest’anno già in riduzione), unito a un incremento della produttività che ha portato ad avere partenze ogni mezz’ora nelle fasce di maggior traffico tra Roma e Milano, anche con l’importante arrivo a Milano Centrale e nelle principali stazioni delle città servite. Importante anche l’aumento dai 48 servizi della stagione invernale scorsa a quota 56, il raddoppio delle frequenze da e per Reggio Emilia Av e il lancio di Italobus, per collegare all’alta velocità sette città dell’area mediopadana: Carpi, Cremona, Mantova, Modena, Parma, Piacenza, Sassuolo.

Insomma, tutta un’altra azienda, che pensa in grande, per il futuro. Così si spiegano gli otto nuovi treni prenotati per il 2018 alla Alstom Ferroviaria, il nuovo Pendolino Italo, 187 metri di convoglio che trasporteranno 480 passeggeri a 250 chilometri all’ora. E che incrementerà l’attuale flotta di 25 Agv 575 portandola a quota 33.

Altro capitolo significativo dello sviluppo disegnato da Cattaneo è l’obiettivo Sud, dove si vuole estendere, da Napoli e da Salerno, il servizio Italobus. Ma chi lo conosce assicura che Cattaneo e gli altri soci non si fermeranno qui. Per loro l’alta velocità di Italo deve diffondersi su altre tratte ad alto traffico, dalla Milano-Venezia alla dorsale adriatica, alla Bari-Napoli.