Qui! Group

È leader nei titoli di servizio per il welfare aziendale e sociale, nei sistemi di pagamento e nei programmi di fidelizzazione. Con 20 milioni di utenti e 180mila esercizi convenzionati

Gregorio Fogliani

Gregorio Fogliani

Diversificare, ma sempre con l’attenzione rivolta ai servizi alla persona. Una visione lungimirante che ha sempre ispirato Gregorio Fogliani, 58 anni, genovese d’adozione, fondatore, proprietario e timoniere di QUI! Group, il gruppo italiano leader nel settore dei titoli di servizio per il welfare aziendale e sociale, dei sistemi di pagamento e dei programmi di fidelizzazione. Un’azienda italiana di successo che ha superato indenne il ciclo economico più difficile dal dopoguerra continuando a crescere è diventata da poco internazionale, grazie a un’acquisizione in Brasile.



Il Gruppo, che oggi conta 20 milioni di utenti e 180mila esercizi convenzionati, ha chiuso il 2015 con 650 milioni di fatturato. Tutto è iniziato poco più di 25 anni fa con il buono pasto, «un prodotto in uso da anni», spiega Gregorio Fogliani, «che però poteva diventare molto di più». E infatti, grazie agli investimenti in innovazione e alle nuove tecnologie, QUI! Group è riuscita a usarlo come chiave per aprire una vera e propria «autostrada dei servizi», una piattaforma su cui inserire qualsiasi tipo di buono, oggi accessibili tramite la nuova card e presto direttamente via mobile.

Il Gruppo, impegnato anche nella gestione di circuiti di loyalty e sistemi di pagamento, è riuscito a integrare tutti i servizi forniti, presentando sul mercato prodotti unici. Un esempio sono le sue carte prepagate multifunzione (QUI! Group è abilitata da Banca d’Italia a operare come Imel, Istituto di moneta elettronica, e a emettere carte di pagamento), collegate al circuito di loyalty fra i più grandi d’Europa, su cui gli utenti, i dipendenti delle aziende in primis, possono caricare qualsiasi tipo di buono: buoni acquisto, coupon, buoni regalo, voucher sociali e aziendali.

Ed è proprio sul welfare aziendale, oggi di stretta attualità, che Fogliani sta puntando. Così il suo gruppo guida la rivoluzione digitale di questo mercato, fornendo prodotti competitivi per la gestione dei piani di welfare all’interno delle aziende, accessibili anche alle pmi oltre che alle grandi realtà. Nel 2012 Fogliani ha infatti costituito la prima società italiana che si occupa esclusivamente di welfare (sia privato sia pubblico) e di consulenza e sviluppo di piani per enti locali e aziende. Nel 2015 arriva l’importante firma di un protocollo d’intesa con Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, per innovare e digitalizzare il welfare pubblico degli enti locali. L’obiettivo è «promuovere congiuntamente iniziative a sostegno delle famiglie in difficoltà e dar vita a un’attiva collaborazione nell’ambito delle politiche di welfare pubblico», attraverso il pane quotidiano dell’azienda ligure: i voucher elettronici. Ma le prospettive più interessanti per il 2016 si sono aperte nel settore privato, grazie agli incentivi per la diffusione del welfare aziendale previsti dal governo.

Per Fogliani, imprenditore «illuminato», il cosiddetto secondo welfare è il futuro: «La strada da seguire è quella già tracciata da Olivetti e Pirelli, ma con un occhio alla tecnologia». La tecnologia è in grado di semplificare la vita delle persone e Gregorio Fogliani la sfrutta, anzi la crea. Le società che utilizzano i prodotti QUI! Group possono offrire ai propri dipendenti quanto di più all’avanguardia esiste sul mercato dei servizi aziendali e si predispongono ad accogliere, grazie a semplici upgrade, ogni innovazione che le future applicazioni porteranno nell’ambito del welfare.

Ne è un esempio MyWelfare, piattaforma per la gestione dei flexible benefit che garantisce l’abbattimento dei costi per l’azienda che decide di fare welfare e la massima libertà ai dipendenti che la utilizzano, che possono così scegliere in autonomia di quali servizi usufruire: rimborso dei libri di scuola ai figli, assistenza sanitaria integrativa, asili o baby sitter on demand. «Un secondo stipendio per i dipendenti, praticamente detassato, che punta a migliorare il loro benessere in ufficio e a facilitare la conciliazione vita-lavoro», nota Fogliani.

Forte di clienti quali Enel, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Telecom Italia-Tim, Eni e Fiat, il gruppo ha chiuso un anno brillante, «con ricavi in crescita del 10% e con il raddoppio dell’Ebitda. Fra i nostri obiettivi c’è anche quello di crescere ancora in Italia e continuare l’espansione all’estero: stiamo lavorando per lo sbarco in Messico, Stati Uniti e Gran Bretagna. Una crescita che è stata resa possibile non solo dagli investimenti in tecnologia, ma grazie al nostro capitale più prezioso, le persone, e al coraggio di innovare continuamente i nostri prodotti, per renderli sempre più competitivi, senza dimenticare che devono essere semplici», conclude Gregorio Fogliani.