Radio Italia

Partita da una cucina in centro a Milano, la radio che trasmette solo musica italiana è oggi l’emittente commerciale più ascoltata del paese. E si espande sui social network

Mario Volanti

Mario Volanti

Si può essere innovatori restando sempre uguali a se stessi? Sembra paradossale, ma la risposta è sì. Essere fedeli alla linea, coerenti, senza farsi influenzare dalle mode del momento, è il modo migliore per creare la reputazione di un marchio. Nel nostro paese, anche chi non ascolta la radio sa cosa sia Radio Italia. Che oggi non sente l’età ed è in splendida forma: vanta 4.527.000 ascoltatori al giorno in media, secondo le ultime rilevazioni Eurisko.



Nata all’inizio degli anni 80, tempo di radio libere e sperimentazioni via etere, Radio Italia è e resta ancora oggi la creatura di Mario Volanti, musicista e dj che, in un periodo in cui ad andare di moda era la musica inglese e statunitense, decise di andare controcorrente. E inventò un format: solo musica italiana. «Sono partito da una cucina in via San Gregorio a Milano», ricorda Volanti, ancora oggi voce e volto della sua radio. «Le trasmissioni iniziarono il 26 febbraio 1982, il primo artista trasmesso è stato Pino Daniele».

L’idea di una radio di sola musica italiana piace e nel giro di pochi anni la radio si ingrandisce: nell‘87 è arrivata la copertura nazionale, mentre già nel 1990 Radio Italia era l’emittente commerciale più ascoltata del paese. Ma Volanti per primo aveva intuito l’importanza dei mercati stranieri per sviluppare la propria radio: i milioni di italiani residenti all’estero avevano voglia di una voce che ricordasse loro il paese d’origine. E così, nel 1996, la copertura dell’emittente ha toccato l’Europa e poi anche il Nord e il Sud America.

La formula non è cambiata, ma la strategia di Volanti è sempre stata quella di essere un passo avanti agli altri. Cercando, per esempio, di sviluppare il marchio in ambiti esterni alla radiofonia. È così nata Video Italia, prima televisione satellitare a proporre solo musica italiana con un format simile a quello di Radio Italia: «Siamo partiti con una massiccia rotazione di video, poi abbiamo aggiunto i programmi condotti da nostri speaker», ricorda Volanti.

Il papà di Radio Italia è stato anche il primo a puntare molto sul web, già nel 1997, quando in Italia i pochi che erano connessi avevano un preistorico modem a 56K: «Siamo sempre stati aperti alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità», sottolinea Volanti, «il web rappresentava una novità e, come è sempre accaduto, per esempio con l’utilizzo delle linee Isdn in precedenza, ci siamo cimentati in questa nuova tecnologia. Anche per quanto riguarda la tv satellitare, siamo stati i primi a utilizzare la nuova tecnologia digitale per la distribuzione della programmazione di musica italiana con l’obiettivo di far conoscere in tutto il mondo i nostri artisti».

Un passato da dj e un presente da imprenditore, quello di Volanti. Che, ripercorrendo 33 anni di attività, ricorda come momento entusiasmante della sua carriera l’evento del 2012: «Una delle più grandi soddisfazioni di questi anni è stata rendere possibile un evento come RadioItaliaLive - Il Concerto. Concepito come festa per i 30 anni della stazione radio, il concerto di piazza Duomo a Milano è stato un successo tale che è diventato l’evento musicale dal vivo e gratuito più importante d’Italia. Tanto da ricevere, per 4 anni consecutivi, il premio Bea - Best Event Awards». In futuro Volanti progetta un ulteriore miglioramento degli standard qualitativi e radiofonici, anche grazie al massiccio utilizzo dei social network per avvicinare Radio Italia agli utenti, senza perdere di vista la propria identità: «Il nostro segreto è stato sicuramente la coerenza. Non abbiamo mai cambiato format e linguaggio, siamo Radio Italia solomusicaitaliana da 33 anni e ci auguriamo di poterlo essere ancora a lungo».