Rcs MediaGroup

Il primo quotidiano di informazione generale. Il primo quotidiano sportivo, in Italia e Spagna. Sintesi di due case editrici centenarie, ha imboccato la strada di internet a pagamento, seguita da pochissimi

Maurizio Costa

Maurizio Costa

Riportare Rcs, il Gruppo editoriale presieduto da Maurizio Costa, a ricevere l’attenzione che merita un’azienda leader a livello europeo, anche sui mercati finanziari. È questa la parola d’ordine del piano industriale 2016-2018 varato lo scorso 21 dicembre dall’azienda che pubblica, fra l’altro, il Corriere della Sera, un piano che si pone tre obiettivi cardine: assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel breve e nel lungo periodo; estrarre il massimo valore dagli asset del Gruppo, anche attraverso una profonda trasformazione del business; porre fondamenta solide per una nuova stagione di crescita. Un piano industriale ambizioso ma pragmatico, che si fonda sulla determinazione del nuovo Amministratore Delegato Laura Cioli, entrata in carica a novembre, e su otto azioni fondamentali già in atto.



A cominciare da una forte riduzione dei costi che consenta però di preservare investimenti e qualità. Il secondo punto su cui si vuole fare leva è quello di una stabilizzazione dei ricavi e dei margini dei prodotti editoriali, attraverso un’integrazione fra stampa, web e mobile, andando così «oltre il digitale», seguendo alcuni esempi virtuosi già realizzati in Spagna con due dei quotidiani del gruppo, El Mundo ed Expansión.

In questo senso la decisione, storica per un quotidiano d’informazione in Italia, di lanciare dal 27 gennaio scorso la nuova offerta digitale del Corriere della Sera a pagamento: dal 21° clic sarà richiesto un contributo di circa 33 centesimi al giorno, che consentirà di vedere tutti i contenuti del Corriere e di avere accesso all’archivio completo dal 1876 a oggi, seguendo la direzione dettata da Cioli: «I contenuti ad alta qualità devono essere pagati». Questo perché gli obiettivi del piano industriale sono di aumentare i ricavi dell’1,5%, di raddoppiare l’Ebitda, portandolo al 13%, e ridurre il rapporto tra debito ed Ebitda intorno a due volte.

Terzo pilastro, gli investimenti di sviluppo nelle aree ad alta potenzialità di crescita come gli eventi sportivi (su tutti, il Giro d’Italia), e l’audience sportiva internazionale, con le due corazzate La Gazzetta dello Sport e Marca, quotidiano già molto seguito anche in Sud America. Quarta azione: rafforzamento e integrazione della piattaforma tecnologica del gruppo. Quinta mossa: recuperare quel ruolo preminente nell’industria della stampa, promuovendone un processo di consolidamento. La sesta azione riguarda la dismissione degli asset non core, come Veo e Sfera. La settima colonna riguarda la rifocalizzazione del management su integrazioni e sinergie fra Italia e Spagna, per creare il necessario circolo virtuoso tra più ricavi e meno costi.

Ovviamente l’intero piano industriale (ed è questa l’ultima azione) sarà soggetto a un monitoraggio continuo, che permetta di intervenire con reazioni tempestive nel caso di mutamenti profondi degli scenari. Una grande sfida, dunque, e anche una straordinaria opportunità: rilanciare un gruppo dalla storia più che centenaria che occupa, di diritto, un posto nell’empireo dell’editoria italiana.