Terna

Gestore che eroga l’alta tensione elettrica in tutta Italia, ha la rete più estesa d’Europa. Così può realizzare importanti sinergie, con benefici economici e ambientali per il sistema elettrico, le imprese e le famiglie italiane, senza trascurare il design e l'ambiente

Matteo Del Fante

Matteo Del Fante

La strategia, e insieme la sfida, consiste nel fare al meglio due mestieri diversi. Anzitutto quello di garantire la massima qualità, stabilità e innovatività del servizio di base che Terna svolge per il paese, e che le merita il ruolo di gestore pressoché esclusivo della rete di trasmissione elettrica nazionale, appunto l’erogazione dell’alta tensione in tutta Italia; un mestiere che negli ultimi anni, e anche da quando il capo azienda è diventato Matteo Del Fante, ha continuato a migliorare costantemente, raggiungendo oggi livelli di affidabiltà che rappresentano un benchmark internazionale.



Il secondo mestiere è garantire una redditività interessante per l’azionariato di Terna, che è saldamente incardinato nel ruolo guida della Cassa Depositi e Prestiti, ma annovera anche decine di migliaia di piccoli azionisti e 1.200 investitori istituzionali stranieri, i quali apprezzano l’azienda, confidano nelle sue strategie, ma ogni anno si attendono una cospicua redditività e, insieme, il costante aumento del valore d’impresa. In questo senso, e non solo, Terna è davvero una numero uno nel suo settore. Gli attestati internazionali che arrivano continuano a ratificarlo. Secondo il Dow Jones sustainability index, Terna è industry leader nella categoria electric utilities, mentre dal RemTech ha ricevuto proprio nel 2015 il premio per la Chignolo Po-Maleo, la linea elettrica perfetta in termini d’innovazione e sostenibilità ambientale.

Sul piano finanziario, l’ultimo bond da 1 miliardo di euro emesso ha visto la domanda superare di quattro volte l’offerta, regalando a Terna il record per la cedola più bassa di sempre tra le obbligazioni corporate italiane. E il dividendo di 20 centesimi pagato nel 2015 ha confermato la redditività dell’azienda. Quanto allo sviluppo e alla crescita, il 2015 si è concluso con l’acquisizione degli oltre 8mila km della rete per l’alta tensione di proprietà delle Ferrovie dello Stato, il che porta il totale della rete Terna a estendersi su 72 mila chilometri, la rete più estesa d’Europa. Una premessa per realizzare importanti sinergie, con benefici economici e ambientali per il sistema elettrico, le imprese e le famiglie italiane.

Il piano strategico varato da Del Fante si poggia su quattro pilastri: rafforzamento della rete in Italia e integrazione col mercato europeo, investimenti selettivi ancora meno gravosi per la tariffa elettrica e sul debito, sviluppo delle attività non regolate, più efficienza operativa. Questo significa anche una riorganizzazione aziendale volta a una maggiore efficienza e alla razionalizzazione dei costi, visto anche l’ingresso nel nuovo periodo regolatorio a partire dal 1° gennaio 2016.

Intanto l’ordinaria amministrazione di Terna è proseguita in un modo che di ordinario ha ben poco: il titolo Terna ha segnato negli ultimi 12 mesi una crescita del +20%, a fine novembre l’utile netto era già a quota 454,9 milioni di euro (+ 8,9% rispetto al 2014) e l’acconto del dividendo è stato di 7 centesimi di euro per azione.