Unipol

Sotto la guida di Carlo Cimbri la compagnia nata dalle Coop è arrivata al primo posto nel ramo danni in Italia. Ed è fra le prime assicurazioni D’Europa. Ora si apre una fase di consolidamento e innovazione. A partire dalla scatola nera per auto

Carlo Cimbri

Carlo Cimbri

Una progressione costante e coerente che nel giro di pochi anni ha dapprima consolidato e poi straordinariamente sviluppato l’attività aziendale, attraverso un’operazione di crescita per linee esterne senza precedenti in Italia: il salvataggio del Gruppo Fonsai, nel 2012. È questa la sintesi estrema degli ultimi cinque anni del Gruppo Unipol, da quando lo guida come amministratore delegato Carlo Cimbri.



I business di Fonsai, integrati nella struttura Unipol, lo hanno collocato al secondo posto assoluto nel mercato italiano e al primo in quello del ramo danni, con una quota del 24%, nonché tra i primi dieci a livello europeo. Oggi Unipol può vantare una presenza capillare sull’intero territorio nazionale, con 3mila agenzie e una forza vendita di circa 30mila persone, e ragionare in una logica di offerta integrata sia distributiva (tra agenzie e nuove tecnologie), sia di prodotto e fidelizzazione del cliente. Su questi presupposti il gruppo sta sviluppando le linee strategiche per il nuovo piano industriale 2016-2018. Il piano fino al 2015 era centrato sull’operazione Fonsai.

Ora si apre invece una fase di consolidamento, sviluppo, specializzazione e innovazione, in un mercato che sta vivendo una fase complessa: forte concorrenza e compressione dei prezzi nel settore auto, con sostanziale tenuta della frequenza dei sinistri, e forte domanda del settore vita da gestire con oculatezza in presenza di tassi così bassi.

In tema di auto, le prossime novità sono legate all’evoluzione della scatola nera, 4 milioni di unità già installate in Italia, di cui UnipolSai, leader europeo nel settore con 2,5 milioni di dispositivi, detiene circa il 60%. Grazie al collegamento della scatola con una centrale di servizi Unipol, saranno garantite al cliente informazioni a valore aggiunto sulla viabilità e servizi di sicurezza. Dalla scatola nera, fino a oggi, Unipol ha tratto significativi benefici sulla gestione dei sinistri, ma l’evoluzione sarà molto più basata sulla profilazione della clientela e su politiche di prezzo centrate per ogni assicurato.

Nello stesso solco, l’imminente lancio della home box, una scatola nera per la casa che renda la polizza intelligente grazie a sensori posti nell’abitazione che avvisano su intrusione, allagamento, fughe di gas e fumo, risolvendo il danno a un costo minore. L’innovazione darà un forte contributo anche alle polizze per la salute con i dispositivi indossabili (braccialetti, orologi…), che stimoleranno l’assicurato al costante controllo e alla miglior prevenzione delle proprie condizioni fisiche.

Nel contempo, Unipol non trascurerà la responsabilità sociale che le deriva dalla sua stessa leadership. Dalla prevenzione delle calamità naturali al welfare, e soprattutto alla sanità, il coordinamento sistemico tra pubblico e privato, per Unipol, può catalizzare risorse e generare un circolo virtuoso per l’economia, con molti vantaggi: collettivizzare e organizzare professionalmente la domanda di sanità, a partire da quella che oggi alimenta la spesa privata; garantire il più alto livello di prevenzione e cure per tutti, a prescindere dal reddito; governare al meglio la spesa sanitaria e attivare nuova imprenditorialità nel settore per promuoverne la crescita.