La location



L'installazione

L'installazione di Italo Rota al Pirelli HangarBicocca

L'installazione di Italo Rota al Pirelli HangarBicocca

L'installazione di Italo Rota al Pirelli HangarBicocca

L'installazione di Italo Rota al Pirelli HangarBicocca

L'installazione di Italo Rota al Pirelli HangarBicocca


PP

Una installazione inizia a esistere quando qualcuno comincia a usarla. Organizzare un summit è un’avventura meravigliosa e rara. Far incontrare persone straordinarie per pensare al futuro lo è ancora di più. Raccontare a un pubblico di giovani il Summit è un’avventura pedagogica e di scambio, raccontare il Summit qualche mese dopo in un’altra città del mondo, in Cina o negli Stati Uniti, è ancora un’altra storia.

Il Summit dei Numeri uno dell’economia italiana è anche raccontare il contributo dell’Italia al mondo, al di là dei tesori che ci ha lasciato il passato, cercando di creare i tesori del futuro. In un hangar di successo metafisicamente riattivato dalle torri di Anselm Kiefer gli invitati entrano in un luogo di lavoro assieme ai loro più stretti collaboratori per pensare insieme il proprio futuro e il loro futuro condiviso. All’ingresso stampanti 3D, che fabbricano materiali dall’organico all’inorganico, compongono un ritratto dell’Italia produttiva, mentre una stampante di grandi dimensioni crea il passaggio dove le reliquie tecnologiche convivono con lo straordinario paesaggio italiano fatto da storia, agricoltura e natura.

Entrando dalla grande galleria si arriva all’Agorà del Summit. Al centro una tavola redazionale trascrive, seleziona, ordina concetti e idee, crea connessioni e relazioni, offre soluzioni, si apre a grandi domande; un grande foglio di carta di 3,5 metri per 28 comincia a essere riempito di note, titoli, concetti, una illustratrice marcherà i punti salienti della discussione fissando icone disegnate in diretta sul grande foglio; al centro due animatori, «Virgili» forse, traghettano la giornata. Accanto all’Agorà, un Muro di cervelli composto dai più brillanti collaboratori approfondisce la discussione.

Questa lunga giornata sarà supportata da una grande cucina che in diretta produrrà cestini di delizie per divertire e nutrire i corpi dei relatori. Tutto è visibile, come nella scena di un teatro greco, niente quinte, niente retropalchi. Tutto è visibile, in una lunga giornata è possibile prendere delle pause e riprendere, l’importante è trovare sempre il filo del discorso e trovar traccia degli interventi persi, ogni poltrona è come un mondo leggero e divertente, un misto fra una poltrona da volo transcontinentale e una poltrona da ufficio, di quelle che si nascondono per poter pensare, creare, prendere decisioni coraggiose, per riposare.

Il giorno dopo, studenti e visitatori useranno questa installazione per capire, approfondire, fare evolvere alcuni concetti del Summit. La redazione continuerà a lavorare con i visitatori, aggiornerà le mappe e costituirà l’heritage di questa settimana. Qualche mese dopo, l’installazione dovrà parlare da sola e raccontare al mondo l’Italia, un affresco dipinto dalle persone raffigurate, creatori essi stessi delle storie da raccontare. Donne e uomini che ogni giorno dall’Italia guardano al mondo e sono guardati dal mondo.


Italo Rota